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Giulio Cesare di Shakespeare
Foro di Cesare - Foro di Augusto


20 - 21
25 - 26 - 27 - 28 giugno
1 - 2 - 3 - 4 - 5
7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 luglio 2009


ORARIO
inizio spettacolo ore 21.15

INFO E PRENOTAZIONI
passaggisegreti@labilancia.it
tel. 06 67.95.130
www.passaggisegreti.it

UFFICIO PROMOZIONE
Giorgia Ferrarese
tel. 06 6992.30.68
prenotazioni@teatroservi.it


UFFICIO STAMPA
Carla Fabi & Barbara Ghinfanti

tel. 06 874.205.09
info@fabighinfanti.it

 
Si è conclusa l'esperienza unica dei Passaggi Segreti all'interno dei Fori Imperiali.
Ringraziamo il numeroso pubblico che ha accolto con entusiasmo lo spettacolo
Giulio Cesare di Shakespeare ai Fori di Cesare e di Augusto
dandogli appuntamento a settembre con lo spettacolo
Per le arti e per il denaro nella splendida cornice di Villa Torlonia

Giulio Cesare
di W. Shakespeare


Foro di Cesare
Foro di Augusto


adattamento e regia
ROBERTO MARAFANTE


20 - 21
25 - 26 - 27 - 28 giugno
1 - 2 - 3 - 4 - 5
8 - 9 - 10 - 11 - 12 luglio 2009
Repliche straordinarie:
7 - 17 - 18 - 19 luglio


con

Cesare · Riccardo Polizzy Carbonelli
Bruto · Martino Duane
Cassio · David Gallarello
Antonio · Riccardo Ripani
Porzia · Marina Lorenzi
Calpurnia · Francesca Romana Succi
Casca · Massimo Lello
Decio · Simone Pieroni
Trebonio · Maurizio Di Carmine
Ottaviano · Matteo Romoli
Metello · Sebastiano Colla
Indovino · Alessio De Caprio
Pindaro · Mario Scerbo
Stratone · Piero Perilli
Donna del popolo · Patrizia La Fonte


Il Giulio Cesare è una di quelle opere apparentemente lineari, semplici e in realtà si muove inquieta, misteriosa, imprendibile. Una tragedia che sembra formata da due opere distinte, con due protagonisti diversi: i primi tre atti dedicati a Cesare, gli ultimi due a Bruto. Come a dire che il vero protagonista non è un uomo, ma un concetto: il rapporto tra potere e libertà.
In questa visione quale migliore luogo per rappresentare “un concetto” come il potere e la libertà se non I Fori Imperiali, che con i loro messaggi architettonici, in particolare quello del Foro di Cesare e quello del Foro di Augusto, sono due veri e propri programmi politici visivi.

L’idea interpretativa del regista, Roberto Marafante, che sottende questa scelta è che i luoghi non sono scenografie, ma concreti oggetti di un dialogo che si intreccia con quello dei personaggi. Sarà quindi il pubblico a muoversi e non la scena a cambiare, sarà il pubblico a scoprire la prospettiva giusta dalla quale osservare una certa azione del dramma, perché l’oggetto architettonico che la sosterrà ne narrerà anche un più profondo significato.

Per fare un esempio: la casa di Cesare è il suo Tempio di Venere (al Foro di Cesare), visto che l’imperatore stesso si proclamava discendente della Dea; oppure Bruto, vinto dall’esercito di Ottaviano, può morire sulla scala del Tempio di Marte Ultore (al Foro di Augusto), che Ottaviano stesso fece costruire per ricordare Cesare da lui vendicato.
Possono bastare questi due esempi per immaginare che emozione può essere muoversi tra i reperti dei Fori per riscoprire la tragedia shakespeariana in questa nuova, mai sperimentata prospettiva. La struttura infatti viene così concepita: al Foro di Cesare, i primi tre atti riguardanti Cesare. Il pubblico, sempre seduto, potrà girarsi o raggiungere altre postazioni per vedere lo svolgersi del dramma da punti di vista dettati anche dalla struttura architettonica oltre che da quella drammaturgia, leggendo così anche il disegno dello spazio.
Il classico intervallo si trasformerà in un una passeggiata culturale che porterà il pubblico dal Foro di Cesare al Foro di Augusto dove, con le stesse modalità, si concluderà il dramma nella catarsi del IV e V atto dedicati alla vendetta di Ottaviano con la morte di Bruto.

Qui il teatro diventa una cosa speciale, le regole si ribaltano: il pubblico si muove e non la scena; lo spettatore scopre la sua prospettiva dalla quale osservare l’azione del dramma; ogni oggetto visivo è costretto a mostrare il suo significato più profondo. Si ripropone nella sua massima espressione quella emozione che il pubblico di Passaggi Segreti ha sempre vissuto e cioè il poter vedere vive quelle pietre che spesso sembrano solo inerti, misteriosi manufatti umani.

Musiche Giorgio Battistelli
Costumi e ambientazione Giusy Nicoletti

Disegno luci Stefano Valentini
Progetto acustico Tiziano Stampete

Aiuto regia Rosamaria Scognamiglio
Movimenti coreografici Lilla Vancheri

Direttore di scena
Federico Paffetti
Organizzazione generale Stefano Marafante | Alberto Cassarino

Progetto grafico
Valentina Di Chiara

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